Un brutto sogno.

Una continua perdita di valori,di cose belle,di profumi, eppure di suoni,tutto cambia, tutto si modernizza e ogni cosa/persona perde la propria identità,il proprio carattere,lo vedete?Siamo automi,presi dai nostri giorni lavorativi,dalle nostre vite che crediamo soddisfacenti,dai nostri vizi,dai nostri problemi e compiamo OGNI GIORNO gli stessi movimenti,in catene,da troppo tempo.
Si siamo imprigionati e non c’è ne rendiamo conto,attorno a noi l’inferno,ma noi?niente!Non usiamo voce o gesti,non ci ribelliamo stiamo fermi a guardare, inermi, sotto i nostri occhi tutto sta cambiando.
Marionette.
Un lavaggio del cervello generale. Niente più carattere,niente più personalità,siamo contenti del poco che abbiamo ma ci spetta molto di più: la libertà. 
Siamo gli schiavi dei social,dei blog(!!!),di internet,della tecnologia,del petrolio,delle banche,dei soldi,della carriera, mentre il nostro livello culturale scende,i libri prendono polvere,i ragazzi abbandonano le “scuole”,pericolosamente attratti dalla televisione spazzatura,costantemente controllati in ogni gesto quotidiano,ed anche Dio ha perso il suo fascino,anche la chiesa si scopre ladra prima di tutto,ed intanto un bellissimo tramonto bacia tutto questo con splendidi colori rossi-arancioni,alcuni cani abbaiano,ed una signora sta spazzando il suo marciapiede con una vecchia scopa di legno,e due bambini,presumo i nipoti, rincorrono una buffa gallina che spaventata svolazza su un ramo lontano dal pericolo,sorrido,forse c’è ancora speranza.
Poi ad un tratto mi sveglio,e mi accorgo che era solo un brutto sogno…..solo un brutto sogno.
garo

Un pensiero su “Un brutto sogno.

  1. Nella parte finale mi ricorda una canzone che a un certo punto fa così:"…Ma mò che viene sera e c'è il tramonto, io nun me guardo 'ndietro… guardo er vento. Quattro ragazzini hanno fatto 'n'astronave con n'po' de spazzatura, vicino ai secchioni, sotto le mura, dove dietro nun se vede e c'è 'n'aria scura scura. Ma guarda te co' quanta cura se fanno la fantasia de st'avventura… Me mozzico le labbra, me cullo, che me tremano le gambe de paura; poi me fermo e penso: però, che bella sta bella fregatura…"

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