Ad Est, dove nasce il sole.

 
 

Ad est!A est! e li che andrò, dove nasce il sole, dove nasce la vita.

Là, nelle terre lontane dove prima di tutto un raggio di sole bacia le montagne, fiumi, laghi, mari, villaggi, città. Le lande desolate del Tibet, o le città brulicanti di vita del Giappone, le metropoli affollate cinesi e le caotiche strade indiane di Mumbai, i monti innevati della Mongolia e le coste incantevoli dell’Indonesia, verso Bali, e poi più a Est, sempre più a Est verso l’Australia più selvaggia con i suoi deserti e i suoi misteri.
Ad est del mondo, laddove tutto si risveglia tra profumi di storie antiche, e battaglie epiche, muraglie ed eserciti di terracotta, imperatori e templi magici di monaci combattenti e disciplinati, ad Est dove il cuore rallenta e l’anima si riassesta in pace con se stessa, in pace con il mondo, il nulla e la natura, alla ricerca di un ego perduto tra il superfluo dell’occidente. Vagabondi senza meta, seguendo il tempo ed i percorsi dei grandi, sulle strade di Marco Polo e campi di battaglia russi, freddi e bianchi di neve, tra povertà e residui sovietici, deviando verso terre inospitali e pericolose, ma profumate di vita vera.
Ad Est, mentre tutto scorre, dimentico pian piano queste genti prive di inventiva, cuori di pietra, insensibili e tremendamente scontati, ad Est mentre i fiumi scorrono e animali si abbeverano nei villaggi dimenticati da un Dio che è troppo occupato a dare da mangiare a chi ne ha già, percorro strade infinite e mi riconosco tra ragazzi che giocano nella terra, con la terra, per la terra, che diventeranno uomini prima del dovuto, che non hanno nulla, ma nel nulla, sereni come se avessero tutto.
Ad Est, dove brutte dittature hanno lasciato un segno indelebile nel territorio e nei popoli, segni di bombe e di morte, ma anche di ripresa e di ricchezze, Est, dove tutto è diverso, ed il mondo è ancora un poco più saggio.
Voglio andare ad Est perchè è li che tutto nasce, il giorno, la vita.
Lontano dai vostri discorsi invidiosi, e le vostre gare di bellezze, lontano da ipocrisie e falsità, lontano dalle cattiverie di chi si nutre di soldi, e per soldi, commette le peggio cose, non curandosi di amicizie e valori sociali, lontano da sguardi privi di luce, disidratati da uno stile di vita che ha prosciugato sogni, speranze e virtù. Ideali spenti nei vuoti di conti correnti in rosso, rosso come il sangue di chi muore per scelta, rosso come il sangue di chi rabbioso non si ritrova più e si spegne lentamente ogni giorno. Voglio andare ad Est, in mezzo al Nulla e dimenticare i vostri capricci, i vostri vestiti, i vostri profumi, i vostri tagli di capelli, i vostri meccanismi subdoli di accettazione a tutto senza mai muovere un dito per fare qualcosa e dimenticare i vostri strani discorsi sulla rassegnazione ad una vita mediocre e priva di ogni stimolo.
Voglio andare ad Est, disintossicarmi, ripulirmi, svegliarmi all’Alba e vedere il Sole prima di chiunque altro.
 
Daniele Gareri

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