Il giorno prima

25aprile

C’è fermento nella piazza.

Il vento soffia sulle bandiere, tutte in fila, là in alto come a dire: LIBERI.

Alcuni signori si ritrovano sotto al portico. Uno di loro mi racconta i giorni appena prima la liberazione, il 23 Aprile 1945. Lo fa con gli occhi lucidi a distanza di 70 anni: “arrivavo dal Borgazzo, per raggiungere la piazza, passando attraverso via Veneto. Una camionetta di tedeschi procedeva verso la Rocca, ma ad un certo punto fece dietro front e si diresse verso la stazione, scomparendo dalla nostra vista. Sentimmo degli spari -una raffica di mitra- e i tedeschi non c’erano più.”

Esultarono, mi ricorda questo amabile signore di 83 anni. Esultarono perché forse erano finiti i soprusi, le vessazioni, le violenze, la povertà e tutte le ingiustizie che la maledetta guerra porta in dote. Ma la fine non era ancora ufficiale.

Lo fu per tutti due giorni dopo, il 25 Aprile del 1945. Lo fu per il mio piccolo paese e per tutta la nazione. L’Italia era finalmente libera grazie a chi aveva combattuto fino alla fine, fino alla morte, grazie a chi aveva resistito, a chi non si era piegato, a chi aveva subito in silenzio.

Stasera mentre scrivo, c’è un buon profumo nell’aria. Quel buon profumo di primavera e di festa, domani è un grande giorno.

[il giorno prima]

 

Daniele Gareri

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