libertà, musica, new york, storie, suoni

Swing Baby, Swing!

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Una, due, tre, quattro e così via. Sempre più forte, come se calcassi con quella penna consumata, una, due, tre, quattro. Apro alla vita – prego si accomodi, non è ancora finita- le finestre spalancate, le porte buttate giù con un calcio, la luce.

[Ti spiego, ho un dolore al petto, l’emotività mi frega ma questo te lo avevo già detto davanti a quel caffè che per una volta non ho preso corretto. Meriti un sorriso, e se ti tocchi le mani, io un po’ capisco. Mi racconti che ci sono strade che si incrociano, io ho la macchina che corre veloce, andiamo.

-ma dove?

-lontano

Stai sorridendo, non hai paura, accelero. E’ il tuo profumo questo. Il locale è affollato, c’è gente, la musica è buona. Stanno suonando dal vivo e ballano là, nell’angolo. Prendi coraggio, mi segui. Mi prendi per mano, ti seguo. Capelli lunghi, scuri, schiena dritta, fianchi morbidi. Sorridi e ti giri, e poi ancora, sorridi. Balli davanti a me, mi muovo, bevo d’un fiato il mio gin tonic: è forte. Ridi. Sei bella. Il ritmo si alza, balliamo, ti avvicini e poi ti allontani, balli – è swing baby – ed io sbottono la camicia il primo bottone mi sta soffocando, allento la cravatta e tu la prendi portandomi a te: siamo ad un centimetro, vis à vis, il profumo è fortissimo, le tue labbra lucide, sorrido, avvicino la mia bocca, ti giri, te ne vai, ti allontani, corri nella mischia, salti, il vestito ti segue, svolazza.

-ehi dove scappi!

-Meritatelo.

Mi aggiusto i capelli, sistemo la camicia, metto una mano in tasca, sguardo inebriato, il cameriere mi allunga un drink di nuovo, giù d’un fiato, brucia. Mi muovo sciolto –cosa fa quel tipo, si sta avvicinando un po’ troppo a te– ti prendo dal fianco – stasera sarai mia – una giravolta e poi un’altra, e poi un’altra ancora, ora segui tu il mio ritmo, una, due, tre, quattro. Ed ora siamo soli in pista, ci guardano, scivoliamo veloci, il trombettista soffia più forte, il bassista scandisce il tempo, il saxofonista si mette in proprio.. ed è il delirio.

-Oh cara, dove sei stata tutto questo tempo?

Mi stringi le mani, caldo, freddo, sguardi che si incrociano e si parlano, intesa. Ti avvicini a me, sento il tuo respiro, in affanno, in difficoltà, lo sento sul mio collo, sei vicina.

Sudati, attorcigliati, mani che stringono mani, corpi che si uniscono abbracciandosi dolcemente e poi più forte, diventando uno solo, gambe che si toccano, labbra che si sfiorano, e cosi, sempre di più.

Continuiamo, una, due, tre, quattro..]

New York 1927, suona Duke Ellington al Savoy Ballroom e Connie’s Inn.

 

Daniele Gareri

 

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cambiamento, felicità, musica, pensieri, tempo, vita

In Viaggio Con Azure.

Raccolgo le mie cose ed esco da una finestra. No, non sono impazzito (non per ora), mi trovo in un cantiere ed ho appena terminato il mio lavoro.
Mentre mi dirigo verso la macchina, cammino su di un marciapiede e l’ipod sembra voler dire qualcosa, remixando la colonna sonora della mia vita, proprio qui, in questo momento. Per magia parte Azure di Paul Kalkbrenner (http://www.youtube.com/watch?v=I2Fmg-YLNCw)

Vedo
Quei colori rosso/arancioni, mi illuminano il viso e con lui, i segni che porto.
Procedo nella direzione del sole con un dolce suono nelle orecchie, mi copro un pò
mi accorgo
di battere la mano sulla gamba a tempo
penso
“vorrei che questa canzone non finisse mai”
mi chiedo
“vorrei sapere che ne sarà di me”
Mi piacerebbe fermare l’attimo con l’ipod.

Continuo per la mia strada ed ora il ritmo è incalzante, a tempo con i battiti del cuore, mi guardo intorno sorridendo, il cielo è rosso e il sole sta scomparendo all’orizzonte.
Questa luce illumina i palazzi dietro di me rendendo tutto più bello anche le strade e le macchine, che corrono veloci dirette chissà dove. Pensieri, idee, speranze,ricordi, si intrecciano tra loro e danno forma a tutto questo, leggero come si conviene a chi come me, comprende benissimo i suoi sbagli.
Ora la luce se ne sta andando e alzo il volume, sempre camminando verso sud, là, dove l’aria è più calda e il profumo è più intenso, senza nascondermi parlo ad un me stesso che cresce troppo in fretta, e con troppa fretta vuole vivere, preoccupandosi di come farlo piuttosto che lasciarsi andare. Capisco benissimo che troppe domande, troppi pensieri, mi fanno solo perdere tempo prezioso, tempo che nessuno mi restituirà mai.
Devo ricominciare a farlo, quindi decido di godermela come viene, senza rancori, senza ipocrisia, senza falsità. Spontanea, senza troppi piani o progetti, in fin de conti non sono mai riuscito a pianificare grandi cose, e non me ne importa nemmeno più di tanto. Difetto? forse, ma non ho mai preso troppo sul serio questa vita, perché credo, bisogna viverla, non renderla un inferno. Concedo me stesso a chi lo vuole davvero e apro le porte del mio cuore a chi lo vuole davvero. So, che non dovrò mai cambiare per piacere a nessuno, perché sono sempre stato me stesso e mi piace avere attorno gente a cui non vado bene, solo loro ti faranno capire inconsapevolmente dove puoi migliorare.
Sto salendo una scala, una scala lunga e comincio ad osservare il panorama che mi si presenta, alcune logiche dapprima sconosciute ora sono più chiare, ed io da perfetto ingenuo ci ero cascato. Che asino, ma in fin de conti va bene cosi. Regalo sorrisi a chi mi sorride, una volta mi hanno detto che ne ho uno bellissimo, allora ogni tanto lo sfoggio, per me è prezioso.
Sto comunque pensando che non seguirò un’ipotetico schema, tipo: carriera sul lavoro, matrimonio, famiglia, figli, pensione, prosecchini pomeridiani, giochi di carte, morte di martedi pomeriggio all’età di 75 anni.
Non sono il tipo. (non significa che non lo farò, ma sicuramente non seguirò uno schema, della serie: tutti fanno cosi allora lo DEVO fare) 
Troppo libero, imprendibile (a parte la morte), non mi incastrate, sono un pesci, e tutti i pesci che conosco sono così. E allora, vivrò a modo mio, senza proclami di alcun tipo, si può disubbidire anche stando in silenzio, senza tatuaggi o segni troppo evidenti, in fin de conti è l’arrosto che conta non il fumo. Avrò un bel da fare quando il bigottismo di questi tempi mi si presenterà davanti con ancora più foga e mi additeranno come uno dei tanti falliti, instancabili sognatori, che non si sono mai realizzati nella vita perchè credevano nei sogni, nei valori e si illudevano di cambiare il mondo, o di vivere davvero. (Oh, Cristopher Mc Candless aka Alexander SuperTramp, diglielo anche tu che questi non hanno capito un cazzo, per loro vivere davvero significa comprare la macchina nuova, la moto e la villa con piscina!!) 
Quando mi additeranno cosi, riderò di gusto e mostrerò loro le mie cicatrici, le mie parole, le mie fotografie, delle situazioni, dei momenti, delle avventure anche quotidiane, vissute in questi anni. Farò vedere loro che un animo libero può fare grandi cose, che non ci sono secondi fini per chi è cresciuto in una campagna stupenda ed ha origini marittime. Che Bellezza, e ringrazio chi ogni giorno contribuisce ad arricchirmi dentro.
Non so che ne sarà di me, ma sicuramente ci metterò tutta la passione che ho per vivere a modo mio, nel modo che IO ritengo più giusto, onorando questa vita, sempre.

Il tempo di un Tramonto, e l’ennesimo pensiero in sottofondo. Va così. 
Questo è il mio mondo.

(on air, Azure di Paul Kalkbrenner, quando la musica accompagna i tuoi pensieri)


Daniele Gareri.

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libertà, musica, suoni, vita

Musica

Senza musica la vita sarebbe un errore. Friedrich Nietzsche

La musica è la lingua della passioneRichard Wagner

La musica esprime ciò che non può essere detto e su cui è impossibile rimanere in silenzio. Victor Hugo

Devi amare per poter suonare.L. Armstrong

Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore. Bob Dylan


Ci accompagna fin dalla nascita e non riusciamo a stare senza, anche i meno ferrati in materia, avranno sicuramente le loro canzoni preferite, perché la musica appartiene a tutti,senza distinzione,senza classe sociale, è l’arte perfetta,non discrimina, non mette da parte. 
E’ quella che viene a soccorrerti, è il cerotto che si posa sulla ferita dell’anima, è la medicina per il tuo male, è l’anticorpo ideale contro ogni malattia,è un dopante naturale, una droga di cui puoi abusare perché non fa male.

Il suono che viene dalla terra,campionato da artisti di strada o artisti di scuola;
non ha importanza se è un basso profondo,se è un pianoforte o un sassofono, sono le note combinate tra loro che creano scompiglio, meraviglia, stupore, tristezza, rabbia, ti fanno ridere ti fanno piangere,ti fanno gridare e gioire!

E’ un’amica che ci accompagna sempre,la possiamo portare con noi ci sosterrà, ci abbraccerà, ci seguirà sempre,crescendo si evolverà con noi e ci aiuterà a fare scelte difficili o strade in salita. E’ quella che nelle lunghe notti d’estate ci farà capire che bisogna andare avanti, ci aprirà gli occhi e ci farà capire che non valeva la pena, è qualcosa di speciale questa musica.

La senti nell’aria quando balli,lei in quel momento ti abbraccia e non ti lascia più,ti fa sentire cosi vivo che le sarai grato per sempre. 

Grazie Signorina Musica.

garo



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