felicità, libertà

Il giorno dopo

liberazione

Il mio 25 Aprile.

la mattina inizia presto in sella alla mia bicicletta direzione Rocca, punto di partenza per l’annuale giro dei cippi Novellaresi. Alcuni volti noti mi ricordano la familiarità dell’evento e mi sento a casa. Girando per i cippi le emozioni sono tante ed ogni anno si rinnovano:

cos’è il 25 Aprile per me?

Prima di tutto una grande festa, un giorno di felicità assoluta e di ricordo, di immaginazione, di resistenza e di bellezza. Amo circondarmi ogni volta di persone che quei giorni li hanno vissuti sulla propria pelle con testimonianze che fanno da ponte temporale catapultandomi direttamente al 1945. Guardandomi attorno noto con piacere che questa sensazione è condivisa da tutti i presenti e ad ogni cippo la foto o le foto, mi ricordano che in quel punto preciso sono morte delle persone, nei modi più diversi e atroci e sono morte per un motivo preciso.

Le parole di Gina per esempio descrivono perfettamente lo scenario di quegli ultimi giorni, in zona Reatino. Chi resisteva lo faceva perché era stanco della guerra e dell’occupazione. Lottava per un futuro proprio e per le generazioni a venire. Quella gente – i nostri nonni e bisnonni – lottavano soprattutto per NOI per renderci persone LIBERE:

  • ci sembra scontato poter dire, scrivere, cantare, ciò che pensiamo
  • ci sembra scontato leggere ciò che ci piace
  • ci sembra scontato farci un’idea diversa
  • ci sembra scontato camminare liberamente per strada

Potrei continuare per ore, insomma tante cose che diamo per scontato, all’epoca non lo erano. La storia c’è lo insegna ed è nostro dovere ricordarcelo.

Nel giro dei cippi, sentendo le storie dei morti ammazzati dai nazi-fascisti ho provato molta rabbia. In primis perché la guerra -tutte le guerre- sono un male assoluto da estirpare al più presto (in questa direzione non abbiamo ancora imparato dagli errori passati); in secondo luogo penso che quel maledetto virus sia ancora vivo e vegeto e troppa gente lo alimenta soffiandoci sopra. E’vero tutto questo è soprattutto frutto dei tempi e delle profonde evoluzioni che stiamo subendo ma, il più grande errore che possiamo fare è quello di dimenticare ciò che è stato.

Non posso nascondervi la mia forte delusione nel leggere alcuni scritti da parte di chi strumentalizza il 25 Aprile attribuendo a questo giorno un colore politico. Questo significa che non abbiamo capito nulla riguardo al giorno della liberazione.

Il mio 25 l’ho passato assieme a tanti amici, abbiamo mangiato in piazza mentre alcuni gruppi si alternavano suonando un po’ di buona musica ed ho terminato la mia giornata a Casa Cervi in mezzo a migliaia di persone che come me festeggiavano la Liberazione.

Un giorno pieno, intenso, emozionante ecco cos’è stato per me il 25 Aprile. Ma l’esercizio di memoria deve continuare ancora negli anni a venire, e sta noi nuove generazioni, impegnarci affinché il ricordo rimanga vivo.

[No, non è vivere nel passato, ma dal passato creare un solido futuro.]

Daniele Gareri

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felicità, storie, vita

Un bacio. (i due ragazzi se ne fregano)

Riot Breaks Out After Game In Vancouver

L’attimo prima.

Il momento più atteso, un secondo prima che le due labbra si possano sfiorare dando il via ad un big bang di emozioni, quell’attimo, proprio quello, è la scintilla che da il via a tutto. L’origine dell’amore, si sciolgono le convinzioni, cadono le certezze, mentre i due si baciano e tutto il resto si ferma. Un insieme di esplosioni cosmiche, prendono vita galassie, stelle, pianeti, nell’attimo di un bacio, c’è chi nasce e chi muore, che piange e chi ride, chi ama e chi odia, chi vola e chi cade, il tempo di un bacio, nascono mondi paralleli, alcuni li possono vedere, altri no, secondi magici di pura follia, istanti che cambieranno la loro storia, nel bene o nel male. Un bacio, la scintilla che scatena una moltitudine di conseguenze, non possono saperlo, ma si affidano a quel bacio ora che tutto crolla, l’unico appiglio, l’unica certezza che qualcosa cambierà, nel momento preciso in cui si toccheranno quelle labbra assetate d’amore e sature d’odio.

Quante parole hanno pronunciato quelle labbra? In Questo momento tacciono, non hanno nessun’intenzione di parlare, in questo momento baciano ed hanno solo voglia di continuare, dentro è tutto in subbuglio, il cuore a mille, e intanto stringe i fianchi e non la lascia andare, non disturbateli quei ragazzi, hanno gli occhi che brillano, in mezzo alle bombe, ai colpi di pistole, ai furti, alle ingiustizie, alle false promesse, alle illusioni, sta nascendo un nuovo mondo, il loro mondo, quello in cui si rifugeranno quando la realtà sarà troppo dura. Ci entreranno baciandosi, tenendosi per mano, danzando a tempo di musica, lasciateli stare quei due ragazzi, questo è il loro momento, il loro successo, ed ora non importa più niente, tutto sarà più forte, più sano, in due la felicità avrà ancora più senso. Ora lei si stacca un attimo, sussurra qualche parola all’orecchio del ragazzo ed inizia a canticchiare una canzone, è la sua preferita, Lui sorride guarda il cielo, tutto è immobile: un lungo sospiro…… ed un nuovo bacio, una nuova emozione, un nuovo inizio, una nuova canzone, stelle che brillano nella notte, ragazzi che sognano tutte quelle volte, e mano nella mano iniziano a camminare.

I chilometri percorsi non hanno importanza ora, i due ragazzi si sono trovati, il bacio, quel fatidico momento, è arrivato, tra l’invidia dei più grandi, induriti dal tempo mentre rinnegano questo momento, invidiosi dell’amore, che una mera delusione, ha allontanato dai loro cuori, i due ragazzi si baciano, si stringono forte, non si fanno scappare quest’istante, ripagando le notti in bianco, dando credito ai sogni che peraltro hanno coltivato per troppo tempo, nell’esplosione di passione, stanotte.. è nato un nuovo Amore.

Ridono di loro perchè credono ancora, ridono di loro perchè amano ancora, nel mondo che fa a gara ad essere distante ma è la paura che blocca i cuori di chi non vuole più amare, ed allora i due ragazzi se ne fregano, sognano, ed iniziano a volare.

La felicità è dei coraggiosi, l’amore è la spada degli audaci.

Daniele Gareri

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cambiamento, felicità, libertà, passione, pensieri, Senza categoria, vita

Nel frattempo, tutto scorre.

dal-finestrino-del-treno

Non si ferma in mezzo alla nebbia, segue il suo istinto in quella giungla senza luci, accetta nuove sfide, ne abbandona altre, ogni giorno è un cambiamento ed ogni volta si arricchisce, curioso, come quei bambini che chiedono sempre: Perchè?

Risposte c’è ne sono poche, poche come i consensi, di quelli ne ha sempre fatto a meno, testardo ed un pò dispiaciuto quando riguarda quel borsone ormai vuoto, dinamiche inspiegabili, brezze emotive leggere, pensa con la mente ma agisce con il cuore, segue un sogno, un ideale, quello che un calda notte d’estate il nonno gli confidò, piccolo com’era, già pensava in grande. Mai solo, ma a volte c’è bisogno di quella solitudine autunnale, tra la stanchezza e le ossa rotte dopo il lavoro, il freddo, le mani screpolate, gli occhi stanchi e le guance rosse, guarda suo padre e pensa di volere almeno un quarto del suo carattere.

Non si arrende, osserva in silenzio, studia questa gente e trae conclusioni mentre il tempo passa e lui raggiunge gli obbiettivi cercando di alzare l’asticella e se non ci riesce pazienza, ci ha provato, in mezzo alla nebbia in questa giungla senza luci. Suoni lontani e ricordi sfocati alimentano il bagaglio di belle esperienze contribuendo a far risplendere quel sorriso mai scalfito nemmeno nelle peggiori situazioni, nelle cadute, nelle baraonde emotive. E ci beve su, nei venerdì sera al bancone del bar dove i fumi dell’alcol si trasformano in fiumi di alcol, gli amici fanno baldoria e la musica accompagna discorsi un pò affannati, progetti futuri, donne, sport, vita.  Osserva e prende appunti sul suo taccuino completamente assorto nel desiderio di descrivere quello che accade attorno a lui, un giorno lo rileggerà e sorriderà, è il suo desiderio, mentre sorseggia quella birra.

Ammira quel musicista che suona veloce la sua chitarra, e quel dj che mette su quei fantastici dischi, il pittore che dipinge con colori accesi e accattivanti, il fotografo che sta immortalando un momento memorabile, il poeta che decanta le sue strofe ed il cantante che le urla al mondo facendole sue, lui li osserva e li ammira creativi fino al midollo, sinceri e tremendamente veri, mentre comunicano col cuore, su quelle frequenze il messaggio viene decodificato, lui guarda, sorride e continua a combattere.

Nel bel mezzo della nebbia, nelle sfide di tutti i giorni, nella giungla buia, mentre fuori piove e poi esce il sole, insistere nelle giornate fredde, continuare per la propria strada, battere forte il colpo, mentre questa società si scioglie la merda viene a galla giorno dopo giorno, continuare e continuare, i sogni, quei fantastici sogni, sono raggiungibili, sputare sangue, rabbia, dolore,  scrivere ed agire dando credito a quelle parole. Il musicista suona, il pittore dipinge, il fotografo fotografa, il cantante canta, ognuno fa il proprio, nel frattempo, tutto scorre.

Lui prende appunti, con le mani sporche di calce e il cuore pieno di vita.

Gareri Daniele

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cambiamento, felicità, musica, pensieri, tempo, vita

In Viaggio Con Azure.

Raccolgo le mie cose ed esco da una finestra. No, non sono impazzito (non per ora), mi trovo in un cantiere ed ho appena terminato il mio lavoro.
Mentre mi dirigo verso la macchina, cammino su di un marciapiede e l’ipod sembra voler dire qualcosa, remixando la colonna sonora della mia vita, proprio qui, in questo momento. Per magia parte Azure di Paul Kalkbrenner (http://www.youtube.com/watch?v=I2Fmg-YLNCw)

Vedo
Quei colori rosso/arancioni, mi illuminano il viso e con lui, i segni che porto.
Procedo nella direzione del sole con un dolce suono nelle orecchie, mi copro un pò
mi accorgo
di battere la mano sulla gamba a tempo
penso
“vorrei che questa canzone non finisse mai”
mi chiedo
“vorrei sapere che ne sarà di me”
Mi piacerebbe fermare l’attimo con l’ipod.

Continuo per la mia strada ed ora il ritmo è incalzante, a tempo con i battiti del cuore, mi guardo intorno sorridendo, il cielo è rosso e il sole sta scomparendo all’orizzonte.
Questa luce illumina i palazzi dietro di me rendendo tutto più bello anche le strade e le macchine, che corrono veloci dirette chissà dove. Pensieri, idee, speranze,ricordi, si intrecciano tra loro e danno forma a tutto questo, leggero come si conviene a chi come me, comprende benissimo i suoi sbagli.
Ora la luce se ne sta andando e alzo il volume, sempre camminando verso sud, là, dove l’aria è più calda e il profumo è più intenso, senza nascondermi parlo ad un me stesso che cresce troppo in fretta, e con troppa fretta vuole vivere, preoccupandosi di come farlo piuttosto che lasciarsi andare. Capisco benissimo che troppe domande, troppi pensieri, mi fanno solo perdere tempo prezioso, tempo che nessuno mi restituirà mai.
Devo ricominciare a farlo, quindi decido di godermela come viene, senza rancori, senza ipocrisia, senza falsità. Spontanea, senza troppi piani o progetti, in fin de conti non sono mai riuscito a pianificare grandi cose, e non me ne importa nemmeno più di tanto. Difetto? forse, ma non ho mai preso troppo sul serio questa vita, perché credo, bisogna viverla, non renderla un inferno. Concedo me stesso a chi lo vuole davvero e apro le porte del mio cuore a chi lo vuole davvero. So, che non dovrò mai cambiare per piacere a nessuno, perché sono sempre stato me stesso e mi piace avere attorno gente a cui non vado bene, solo loro ti faranno capire inconsapevolmente dove puoi migliorare.
Sto salendo una scala, una scala lunga e comincio ad osservare il panorama che mi si presenta, alcune logiche dapprima sconosciute ora sono più chiare, ed io da perfetto ingenuo ci ero cascato. Che asino, ma in fin de conti va bene cosi. Regalo sorrisi a chi mi sorride, una volta mi hanno detto che ne ho uno bellissimo, allora ogni tanto lo sfoggio, per me è prezioso.
Sto comunque pensando che non seguirò un’ipotetico schema, tipo: carriera sul lavoro, matrimonio, famiglia, figli, pensione, prosecchini pomeridiani, giochi di carte, morte di martedi pomeriggio all’età di 75 anni.
Non sono il tipo. (non significa che non lo farò, ma sicuramente non seguirò uno schema, della serie: tutti fanno cosi allora lo DEVO fare) 
Troppo libero, imprendibile (a parte la morte), non mi incastrate, sono un pesci, e tutti i pesci che conosco sono così. E allora, vivrò a modo mio, senza proclami di alcun tipo, si può disubbidire anche stando in silenzio, senza tatuaggi o segni troppo evidenti, in fin de conti è l’arrosto che conta non il fumo. Avrò un bel da fare quando il bigottismo di questi tempi mi si presenterà davanti con ancora più foga e mi additeranno come uno dei tanti falliti, instancabili sognatori, che non si sono mai realizzati nella vita perchè credevano nei sogni, nei valori e si illudevano di cambiare il mondo, o di vivere davvero. (Oh, Cristopher Mc Candless aka Alexander SuperTramp, diglielo anche tu che questi non hanno capito un cazzo, per loro vivere davvero significa comprare la macchina nuova, la moto e la villa con piscina!!) 
Quando mi additeranno cosi, riderò di gusto e mostrerò loro le mie cicatrici, le mie parole, le mie fotografie, delle situazioni, dei momenti, delle avventure anche quotidiane, vissute in questi anni. Farò vedere loro che un animo libero può fare grandi cose, che non ci sono secondi fini per chi è cresciuto in una campagna stupenda ed ha origini marittime. Che Bellezza, e ringrazio chi ogni giorno contribuisce ad arricchirmi dentro.
Non so che ne sarà di me, ma sicuramente ci metterò tutta la passione che ho per vivere a modo mio, nel modo che IO ritengo più giusto, onorando questa vita, sempre.

Il tempo di un Tramonto, e l’ennesimo pensiero in sottofondo. Va così. 
Questo è il mio mondo.

(on air, Azure di Paul Kalkbrenner, quando la musica accompagna i tuoi pensieri)


Daniele Gareri.

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Il pessimista.

Il pessimista vede tutto nero, sempre, anche un una giornata di sole.
Lui non coglie la positività nelle cose, tutt’altro: vede il male ovunque, anche dove non c’è.
Il pessimista, cammina insicuro, a testa bassa, scuro in volto. Il suo sguardo si perde e rassegnato sopravvive alla vita.
Dice che non cambierà mai niente, dice che ogni sforzo sarà invano, dice che possiamo interessarci davvero a qualunque cosa, ma alla fine tutto rimarrà cosi com’è.
Il pessimista è colui che si lamenta giorno e notte, ovunque.
Si lamenta di OGNI COSA, e distrugge i sogni altrui. Il pessimista non fa niente per cambiare le cose, ma parla tanto.
Dice che siamo degli illusi, noi.
Dice proprio cosi: “Illusi voi che credete in un mondo migliore” oppure “Illusi voi che credete nei cambiamenti!!”
Ah, questo pessimista è un tipo terribile.
Va molto d’accordo con il disfattista, altro individuo poco raccomandabile.
Solitamente concordano su molti punti dei loro brutti discorsi.

L’esistenza per loro è già segnata, dicono che qualunque cosa si faccia, sarà sempre una sconfitta, una perdita di tempo, per loro bisogna accettare quello che viene, senza reagire senza lottare, senza controbattere, senza PARTECIPARE. I colori preferiti per questi individui sono il Nero, il grigio, il grigio scuro ed il grigio chiaro.
Nella cattiva sorte, sanno già di essere spacciati, pensando che non ci sia più nulla da fare. Non tentano, non rischiano, non fanno NIENTE di NIENTE e continuano a parlare, soprattutto ora, nel 2013, in Italia.

Passano l’intera vita a lamentarsi, lamentarsi di continuo, spegnere i sogni di chi crede, spezzare le ali di chi vuole e può volare, di chi vede un’opportunità di crescita, di cambiamento, di miglioramento, non prendono parti stanno nel mezzo, non fanno scelte, spesso tradiscono, rimangono in quel limbo, immobili, completamente inconsistenti, accusando tutti gli altri che con piccoli e ai loro occhi, insignificanti gesti, provano a cambiare qualcosa, di essere degli stupidi e ingenui illusi.

Un’ esistenza di questo tipo rimarrà anonima e scura. Le sconfitte possono fare male, metterci in ginocchio, distruggere le nostre ambizioni o offuscare i nostri obbiettivi, ma questi non saranno mai buoni motivi per mollare la presa o rassegnarsi ad una sconfitta a prescindere. C’è chi è stanco ed arranca ed ha ancora negli occhi quella luce, luce di speranza che non muore mai. MAI!  
A loro mi ispiro, grandi eroi dei giorni nostri, veri paladini di un mondo migliore, di un mondo concreto, di un mondo genuino e profumato, a loro dico grazie se trovo la forza di volere dare il mio CONTRIBUTO e come me molti altri che non si arrendono, che non si abbattono!

Infine, a voi pessimisti, vi chiedo di fare un piccolo sforzo: se non credete a nulla di buono è una vostra scelta e come tale va rispettata, ma per favore, non intralciate i NOSTRI SOGNI, MAI!

Daniele Gareri.

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Sensibili.

È’ una dimensione profonda alquanto complicata da raggiungere, possibile da conoscere solo se si è disposti ad abbandonare la realtà per qualche secondo, lasciarsi andare e isolarsi volutamente da tutta l’ipocrisia e la cattiveria di un mondo non adatto ai più sensibili, che in silenzio continuano a camminare realizzando i propri piccoli sogni, e sempre in silenzio, si prendono le loro personali rivincite, senza festeggiamenti ne cerimonie di alcun tipo. 
Questa dimensione è conosciuta in profondità proprio da loro, che non hanno costantemente bisogno di altre persone per stare bene, non si devono appoggiare alla vita degli altri per continuare a vivere la propria, sono quelli che si rifugiano in un angolo del mondo a volte, contemplando il cielo, sognatori e romantici, sono loro che assaporano ogni emozione che nasce e cresce quaggiù. Assaggiano il sapore salato delle lacrime sul viso o il freddo di una stretta di mano troppo fredda per essere vera, provano a nascondere la loro persona dietro una maschera per non sfigurare al mondo intero, convinti di non essere adatti a tutto questo, ma sapendo che nemmeno la maschera è cosi efficace come vogliono far credere, questi uomini e donne silenziosi, che non hanno bisogno di grandi elogi ne di grandi storie, non hanno la presunzione di stare al centro dell’attenzione e nemmeno lo vogliono, introversi e apparentemente fragili nascondono una forza al di fuori di ogni immaginazione, si caricano le spalle di responsabilità senza paura di sbagliare e quando raggiungono il successo lo noti dal loro semplice e umile sorriso che vale più di ogni altra cosa, una sorta di linguaggio universale, che in base all’ampiezza denota lo stato d’animo.
Le riconosci dal sorriso appunto, quel sorriso luminoso e pieno di speranze, te ne accorgi perché quando ne incontri una ti fa sentire subito a tuo agio e ti avvolge con un calore che è difficile trovare, qui, adesso.
Per  me sono loro i grandi eroi, gli eroi veri di tutti giorni, sensibili e attaccati alla vita, amanti delle cose belle, felici dei loro successi e dei successi delle persone a loro più care, per nulla egoiste, completamente a disposizione anche di chi non lo sarebbe per loro, senza chiederti il conto, sono li e non si nascondono, anche nel loro silenzio, non scappano, anzi, con quel loro fantastico sorriso stanno illuminando anche il tuo cammino, magari non te ne accorgi, ma la luce che vedi in questo momento è luce che viene proprio da loro, luce che illumina gli angoli più bui e scuri. I veri valori li trovi gelosamente custoditi in queste persone, scrigni viventi e serve una chiave unica e rara.
Sono veri da cima a fondo, senza fronzoli, sanno come tirarti su il morale, sanno come aiutare chi è in difficoltà senza se e senza ma, ti mettono a disposizione il loro cuore e se è a pezzi ti mettono a disposizione perfino i pezzi, loro;
 a loro non interessa il tuo status sociale, vivono di emozioni che la vita regala non certo di fragili apparenze o falsi miti, sono quelle persone che vorresti avere vicino, sempre e per sempre. Troppo spesso feriti, camminano sanguinando per un po’, per poi curarsi da soli e la cicatrice spesso rimane visibile, talvolta invece, vengono usati per la loro disponibilità ad aiutare chiunque e poco dopo vengono scaricati come barili. Non stanno li a piangere, sanno meglio di chiunque altro come gira il mondo e sorridono, perché al momento giusto si prenderanno le loro rivincite, in qualche modo.
Non hanno paura di ammettere di essere dei sognatori, ma questo non li distrae dalla realtà anzi, vedono la vita a colori, senza filtri, sempre pronti a rialzarsi quando cadono e ripartono poi meglio di prima. A volte subiscono troppo, ma non si preoccupano, sanno che ne usciranno sempre bene, la loro forza è l’ottimismo, la voglia di credere davvero nelle cose , sanno informarsi, distinguere il vero dal falso e giocano anche loro talvolta meglio di tutti gli altri.
Poi, ad un certo punto, quando saranno più anziani li vedi sorridere in bicicletta, mentre girano per le campagne assolate e silenziose, cantando un canzone, vagando senza meta, pensando a quanta strada hanno fatto e quanto davvero hanno vissuto.
La storia di queste persone sensibili viene scritta giorno dopo giorno, passo dopo passo, non sottovalutateli mai.
Daniele Gareri
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felicità, libertà, nostalgia, pensieri, tempo, vita

La noia del Lunedì sera.

Ora è il momento di scrivere, una strana sensazione mi assale, proprio qui al centro del petto e mi consuma il respiro, mentre immobile ascolto quasi per caso parole di un cantante sconosciuto, di una canzone sconosciuta in un Lunedì sera con un gusto diverso, melanconico, nostalgico.
Il momento è dei migliori completamente assorto nei miei pensieri, pronto per aprire il documento “appunti” e iniziare ad “appuntare” tutto quanto. Qualche tempo fa ho letto da qualcuno che per uno scrittore non serve l’ispirazione, che uno scrittore deve scrivere e deve sforzarsi di farlo, e condivido, infatti io non sono uno scrittore e scrivo per ispirazione.
Ora, l’ispirazione mi ha portato fin qua, a scrivere cose che molti di voi condividono e vi ringrazio dei molti complimenti ricevuti e delle critiche mascherate da elogi, servono anche quelle. Quindi succede che quando scrivo, principalmente inizio per un bisogno personale, che con il passare dei secondi si trasforma in un bisogno collettivo e penso anche a tutti voi. Siete voi la mia ispirazione, e per un ragazzo senza troppa cultura, cresciuto tra sogni e realtà, tra illusioni e verità, come me, sapere di essere letto da qualcuno, chiunque, è già un gran successo.
Questa era una piccola parentesi, il fatto è che stasera io sono qui, e le canzoni di Lucio Dalla stanno facendo da sottofondo, ecco, tenete presente questo particolare: Dalla in sottofondo, io completamente immerso nei miei pensieri, quasi sdraiato, molto stanco, lunedì sera, ed un peso qui all’altezza del petto, un peso di quelli strani, difficili da catalogare che mi fa compagnia.
Non ci faccio caso subito, almeno non ci penso, faccio finta di nulla e continuo nella mia personale “meditazione”. Ad un certo punto però, mi accorgo che i pensieri a cui sto intensamente pensando, sono la causa diretta di questo piccolo peso, un “pesetto”, sempre sul mio petto e sempre difficile da catalogare e non vi è alcun dubbio,riguardo alla catalogazione.
Ma la causa si, la causa la conosco.

Ora la cosa più logica sarebbe spiegare a tutti voi quali sono i pensieri ,le cause e le conseguenze, ma in questo modo io dovrei smettere di fare quello che sto facendo, interrompendo una cosa cosi profonda e forte da avermi Ispirato a scrivere.
Il tutto… per una foto.
Incredibile questo Lunedi sera dal gusto diverso. Grazie Lucio.

Daniele Gareri

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cambiamento, felicità, libertà, silenzio, tempo

Il Tempo.

Il Tempo è questo.

Sono affascinato dal tempo. Non si può descrivere, è un concetto troppo complesso, troppo alto per poterlo affrontare tecnicamente, e non sarò certo io a provarci.
Ma c’è un’ altro aspetto diciamo “più umano” del tempo che mi è sempre piaciuto. In fin de conti, lo viviamo sulla nostra pelle, scandisce i nostri successi e insuccessi, fa di noi individui con determinate esperienze e con determinati obbiettivi. Sancisce la fine di amori,di matrimoni, o di vite.
Il tempo è un arbitro severo.Determina le regole del gioco.
Sappiamo di che gioco si tratta, ed è un gioco complicato ma davvero bello, il tempo ci può aiutare o renderci le cose più difficili.
Credo (mio personale parere) che spesso le nostre buone azioni verranno ripagate, mentre quelle negative si rivolteranno contro di noi, col tempo, naturalmente. Inoltre (parere personale) continuo a credere che condurre una vita il più possibile giusta e nel rispetto del prossimo, possa dare tanto, naturalmente solo il tempo avrà la risposta, ma ho sempre sostenuto questo grazie a qualche esperienza.

Il tempo è davvero riconoscibile per esempio dalle foto che guardiamo in quelle tristi domeniche pomeriggio dopo pranzo, mentre fuori piove e un’ondata di nostalgia ci assale: e li che si manifesta in tutto il suo splendore (naturalmente ironico), ci fa vedere quanto stia correndo e noi con lui. Sembra che dica: ehi, non mi fermo mai e tu sei mio, non scenderai da questa fantastica spider rossa, ti porterò sempre con me! 
Visto che non possiamo farne a meno, forse, se rallentasse un attimo sarebbe meglio, così da poter riuscire ad osservare il paesaggio che ci circonda, o fermarlo senza il patema che riparta lasciandoci a piedi.
Ma pare che sia lui a decidere tutto in questo gioco.
Passano i secondi, passano i minuti, passano le ore, i giorni le settimane i mesi, gli anni, i secoli e millenni, e questo tempo non è nemmeno a metà del suo percorso, nel frattempo noi cresciamo, impariamo, sorridiamo, soffriamo, gioiamo, facciamo un’enorme quantità di cose, in modo cosi veloce, che solo fra molto molto tempo ci renderemo davvero conto di quello che abbiamo combinato.
Sembra che gli anni siano sempre uguali, se non fosse per quei piccoli dettagli che ci caratterizzano, addirittura a volte sembra tutto fermo, invece è li che il tempo corre ancora più veloce.
Ogni giorno siamo dentro al tempo, tutti, nessun escluso, persone, animali, piante, cose, siamo soggetti ai cambiamenti che esso porta, e i cambiamenti possono essere positivi ma anche negativi, quindi possiamo gioire, vedendo che il tempo ci da qualcosa di grande, qualcosa di indescrivibile oppure possiamo piangere osservando inermi mentre ci porta via qualcosa o qualcuno di caro o in silenzio si prende i nostri anni migliori, senza rumore, cosi, te ne accorgi davanti allo specchio, con qualche ruga di troppo e qualche capello in meno in testa.

Ma tutto sommato non è cattivo, fa il suo dovere e non fa eccezioni per NESSUNO. Ti ricorda solo che devi vivere il presente, e non puoi tornare troppo indietro coi ricordi ne puoi andare troppo avanti con i sogni, devi dosare le due cose, con cautela, vivendo nel modo a te più congeniale, tanto alla fine deciderà lui, e sarà sempre lui ad avere l’ultima parola.

Daniele Gareri.

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felicità, libertà, natura, sole, vita

Primo Sole.



Sole caldo,che bacia ogni cosa, questo sole si fa desiderare e quando arriva accontenta tutti, uno dei pochi che con la sua presenza riesce ad unire il mondo.
In questo tempo così incerto, dove tutto sembra creato per dividere, eccolo, una certezza, quando fa capolino tra le piogge e le nevi di questa stagione troppo fredda e grigia.
Solitamente arriva in settimana senza dire niente e comincia ad asciugare il pantano, scalda gli alberi, scalda le persone, pulisce l’aria e colora tutt’ intorno. Le campagne prendono vita, le città prendono luce, la gente è felice e per qualche momento dimentica ogni problema. 
Il sole è prezioso, ma il sole d’inverno lo è ancora di più, ti sveglia dal torpore invernale.

E’ un anteprima della primavera e lo senti dai rumori, dai suoni, da profumi è un amico che non rivedevi da un po e ti concede il suo calore piacevole senza esagerare troppo, al sole d’inverno, ci puoi parlare senza correre il rischio di rimanere ustionato, ti ascolterà finché avrà a disposizione il suo tempo. (E’ molto impegnato, deve correre tra un continente e l’altro… )
Accende gli animi, fa uscire i bambini di casa, fa portare a spasso i cani, fa volare gli uccelli, fa ridere di gusto, ti fa svegliare bene la mattina, ti fa venire voglia di cantare a squarciagola, ti fa lavorare in maniche corte, ti fa sudare un po, ti fa lavare la macchina, ti asciuga i panni all’aria aperta, ridona a tutti ciò che il grigio ha tolto. 
Il sole d’inverno è pura magia se credi nelle magie.
E’ un elemento fondamentale della vita si sa, ha un influenza incredibile su tutti. A volte preferiamo la pioggia a volte la neve, ma per brevi periodi ed in determinati luoghi, il sole invece, lo vorremmo sempre e ovunque con noi.

Il presente va vissuto per davvero ed è per questo motivo che dovremmo goderci il Nostro sole, anche se siamo pieni di impegni e il lavoro c’è lo impedisce, sarebbe bello trovare un angolino per lui e per noi.
Forse d’inverno,forse questo inverno, per tutti, necessita di più Sole, ed è questo il motivo che mi ha spinto a scrivere oggi, vorrei ricordare fra qualche mese il primo vero sole del 2013, e ricordarlo con piacere,come quando esci di colpo da una fitta nebbia e ti ritrovi un cielo limpido, un paesaggio sconfinato, con un orizzonte inarrivabile, di quelli che ti spingono a non porti nessun limite.

Ecco, per me il sole è questo, un’incentivo, uno stimolo, un’aiuto, un grande faro che illumina il percorso, e non resta che mettersi in moto, seguire le aspirazioni, protetto da quella palla gassosa che da sempre dona vita e continuerà a farlo speriamo, per molto altro tempo ancora. 

Daniele Gareri.

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